Attesa per il risultato dei colloqui al ministero

Madignano, 18 aprile 2019

C’erano tutti ieri mattina alle 9 davanti al negozio Mercatone Uno di Madignano per far sentire la loro presenza a chi non poteva vederli, ma di certo ne avrebbe avuto notizia. E non c’erano solo i dipendenti della catena, 35 a Madignano, oltre 1800 sparsi negli altri 54 negozi, che dalla scorsa settimana sanno che la holding Shernon ha portato i libri in tribunale, chiedendo il concordato fallimentare. C’erano anche i sindaci di Madignano, Luigi Ongaro, e quello di Castelleone, Pietro Fiori, i sindacalisti e anche gente del paese. Lì non solo per protestare e far sentire la loro presenza, ma anche per cercare di capire e di sapere qualcosa di più sulla situazione. Qualcosa che però non è arrivato, perché il confronto a Roma al ministero è andato per le lunghissime.

Intanto, durante il presidio, le varie voci si sono rincorse. Sembra che la causa del problema, sorto a soli otto mesi dalla partenza del nuovo gruppo, sia da attribuire all’addio del socio turco che ha messo in crisi di liquidità la holding. Pare anche che la cifra che balla sia valutata intorno a 20 milioni. Ma su questo c’è scetticismo perché sembra troppo poco, rispetto alla grandezza della società. E in attesa di certezze, c’è anche chi dice che la Shernon sia intenzionata a vendere lo stabile di Madignano, molto grande e che ci sia già un acquirente, il gruppo Tosano, pronto ad aprire i battenti nel cremasco per sferrare un attacco alla Coop e agli altri supermercati della zona.

Nella foto, il presidio davanti al Mercatone Uno di Madignano

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