Due multe per aver viaggiato senza biglietto, ma non è lui

Crema, 13 aprile 2019

“Mi è arrivata una multa da 166 euro perché mio figlio viaggiava senza biglietto su un autobus della Autoguidovie. Peccato che il ragazzo non abbia mai preso quella multa. Siamo andati a verificare nell'uffcio di Crema dell'Agi e abbiamo scoperto che l’ammenda era stata appioppata a un ragazzo che aveva dato il nome di mio figlio. E non è finita, perché una volta lì, abbiamo scoperto che c’era una seconda multa che il gestore non era riuscito a recapitare perché aveva sbagliato indirizzo”.

E’ la storia che Barbara Galimberti racconta con un po’ di rabbia. Perché a suo figlio hanno rubato l’identità, ma soprattutto perché chi deve controllare non l’ha fatto compiutamente.

Tutto parte dal 16 febbraio scorso, un sabato alle 7.54, su un pullman di Autoguidovie. Un controllore ferma un ragazzo che viene trovato senza il biglietto. Chiede i documenti e il giovane non li ha. Però mostra il libretto delle assenze sul quale appaiono, scritti a mano, nome e indirizzo del sedicenne figlio di Barbara. Il controllore prende nota e fa rapporto alla società che spedisce la multa, la quale da 35 euro iniziali arriva a 166 nel momento del recapito della lettera, l’11 marzo. La raccomandata viene ritirata solo la scorsa settimana e la famiglia scopre la multa. Barbara chiede al figlio se ha preso una multa e il ragazzo, che frequenta lo Sraffa, cade dalle nuvole. La mamma va in Autoguidovie dove scopre che cosa è successo. Fa presente che c’è per lo meno uno scambio di persona, ma fa anche presente che identificare un ragazzo solo dal libretto delle assenze forse non è poi così corretto ed è possibile incorrere in errori anche spiacevoli. Come questo. Ma non è finita, perché una volta in ufficio Barbara si sente dire che il figlio (o chi per lui) di multe ne ha presa un’altra, lo scorso 18 ottobre, giovedì, sempre per lo stesso motivo. E anche in quel frangente la persona che è stata pescata senza biglietto ha mostrato il libretto delle assenze col nome del ragazzo. Fanno altri 166 euro.

Mistero risolto e tutto a posto? Non proprio, perché la donna per ottenere ragione dovrà presentare una denuncia per furto d’identità e fare ricorso al giudice di pace.

Nella foto, Barbara Galimberti, mamma del ragazzo al quale avrebbero rubato l'identità

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