Il comune assolda dieci cacciatori

Crema, 15 marzo 2019

Sembra che il comune di Crema sia pronto a incaricare una decina di cacciatori di sparare alle nutrie, specie quelle che albergano nei campi limitrofi alla gronda nord. Su pressioni di alcuni abitanti del quartiere S. Carlo, allarmati dalla visione di questi roditori che, ricordiamo, non attaccano l'uomo e non mordono se non attaccati, il comune sembra intenzionato a passare alla linea dura e a permettere l'abbattimento di questi animali.

A stracciarsi per primo le vesti è Sinistra italiana (due presenze in maggioranza molto traballanti dopo l'abbattimento degli alberi di via Braguti) che ha emesso un comunicato nel quale si dice: "L’assessore Gramignoli ignora totalmente il fatto che sparare alle nutrie non solo è inefficace ma sortisce l’effetto opposto a quello voluto dall’amministrazione. Questo per ragioni ben note ormai da tempo agli esperti del settore e che non è difficile spiegare: le nutrie sono animali intelligenti in grado di adattare il loro comportamento così l’entrata in azione dei cacciatori farà modificare ai roditori l’orario di attività in cui escono dalle tane (spostandolo nelle ore notturne) inducendole inoltre a recarsi in luoghi più sicuri che sono, ovviamente, quelli più vicini alle case, alle scuole e alle strade dove, per legge, non è consentito sparare. Quindi esattamente l’opposto degli obiettivi di partenza. Le vie da imboccare sono senza dubbio altre: innanzitutto prendere atto del fatto che l’unico strumento che mostra una certa efficacia (come dimostrano molte esperienze di altri comuni) è quella della cattura tramite gabbie e la successiva sterilizzazione degli animali oltre che altri interventi “indiretti” come la sospensione totale della caccia alla volpe che è, ormai, l’ultimo predatore in grado di contenere le nutrie".

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