La riflessione di don Natale Grassi Scalvini

XVIII Domenica ordinaria anno A

La Parola: Is 55,1-3 Sal 144 Rm 8,35.37-39 Mt 14,13-21

+ Dal Vangelo secondo Matteo

In quel tempo, avendo udito della morte di Giovanni Battista, Gesù partì di là su una barca e si ritirò in un luogo deserto, in disparte. Ma le folle, avendolo saputo, lo seguirono a piedi dalle città. Sceso dalla barca, egli vide una grande folla, sentì compassione per loro e guarì i loro malati. Sul far della sera, gli si avvicinarono i discepoli e gli dissero: «Il luogo è deserto ed è ormai tardi; conge-da la folla perché vada nei villaggi a comprarsi da mangiare». Ma Gesù disse loro: «Non occorre che vadano; voi stessi date loro da mangiare». Gli risposero: «Qui non abbiamo altro che cinque pani e due pesci!». Ed egli disse: «Portatemeli qui». E, dopo aver ordinato alla folla di sedersi sull’erba, prese i cinque pani e i due pesci, alzò gli occhi al cielo, recitò la benedizione, spezzò i pani e li diede ai discepoli, e i discepoli alla folla. Tutti mangiarono a sazietà, e portarono via i pezzi avanzati: dodici ceste piene. Quelli che avevano mangiato erano circa cinquemila uomini, senza contare le donne e i bambini.


Concluso il libretto delle parabole possiamo dire che adesso passiamo ai fatti, e subito con uno dei miracoli più famosi e certamente impressionanti per quanti erano presenti. La prima riflessione che possiamo suggerire riguarda sicuramente il fatto che Gesù sembra quasi voler dimostrare nelle azioni quanto ha appena finito di insegnare con le immagini delle sue bellissime analogie. Seguendo gli insegnamenti di Gesù abbiamo tutti imparato alcune caratteristiche fondamentali di Dio Pa-dre, comprendendo che i suoi figli, a partire dal Figlio unigenito, debbono cercare di imitarlo nella pratica. Ricordiamo certamente tutti l'abbondanza con cui il Seminatore distribuiva i semi e la pazienza del Padrone disposto a lasciar vivere e crescere il buono e il cattivo nel proprio campo, ed ecco allora Gesù che dà da mangiare a cinquemila uomini, senza contare le donne e i bambini, sen- za fare distinzioni di sorta, fin che tutti son saziati e facendo anche raccogliere gli avanzi in dodici ceste. Ma anche i discepoli sembrano aver davvero capito la lezione del Maestro permettendogli di compiere il segno miracoloso mettendo subito a disposizione, condividendoli con la folla, i pochi pani che avevano, mostrando così chiaramente di essere sulla buona strada di quanti vogliono imitare la bontà del Padre celeste per essere davvero degni figli suoi. Probabilmente le nostre misure non sono paragonabili alla sovrabbondanza di Dio, ma ugualmente è importante riconoscere che, senza la nostra disponibilità a condividere il nostro poco, la nostra debolezza, anche la sua potenza non può esprimersi pienamente. Ecco allora che il nostro apporto personale, anche se piccolo, è necessario e indispensabile perché l'amore di Dio possa davvero giungere in abbondanza a tutti i nostri fratelli. Inoltre comprendiamo bene, dai gesti compiuti da Gesù per moltiplicare il pane da offrire ai discepoli per distribuirlo alla folla, che non si tratta soltanto di condividere i beni materiali. Il riferimento all'Eucarestia, il massimo dono spirituale dato da Gesù ai suoi discepoli, è fin troppo chiaro proprio nella scelta dell'evangelista di riprendere i gesti caratteristici dell'ultima cena. Ecco allora che siamo chiamati a diventare strumento per la distribuzione anche dei beni spirituali, chiamati cioè a sostenere quanti han bisogno del pane e dei beni materiali, ma sempre pronti anche a condividere l'annuncio del regno e i beni spirituali che i sacramenti e la preghiera rendono disponibili a tutti. In un mondo così attento e preoccupato alle realtà materiali necessarie alla vita fisica, diventa ancor più importante che noi ci facciamo attenti anche ai bisogni spirituali di tante persone, chiuse forse nella ricerca esclusiva delle cose e neanche preoccupate di alzare lo sguardo verso i beni più importanti e duraturi, quelli che ci fanno diventare più uomini e che ci spalancano la speranza della vita eterna.

(Sul mio canale youtube è disponibile il video della riflessione: https://youtu.be/02XYG0vNH5s)


Nella foto, don Natale Grassi Scalvini, autore della riflessione




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