La riflessione di don Natale Grassi Scalvini

Cremasco, 08 luglio 2018

XIV Domenica ordinaria

La Parola:Ez 2,2-5Sal 1222Cor 12,7-10Mc 6,1-6:

Anche nel brano evangelico di questa domenica, Marco mostra di conoscere bene i fatti e i personaggi degli avvenimenti che riguardano Gesù. Mi sembra davvero molto interessante notare come l’evangelista conosca anche per nome i parenti stretti di Gesù. Ma evidentemente non vogliamo fermarci a questo livello storico di prima mano, per quanto significativo, per dare conferma ai racconti di Marco. Come sempre dobbiamo infatti chiederci quale sia il nostro posto in questa situazione, perché il Vangelo continua a interpellare tutti quanti hanno il coraggio di prenderlo sul serio. Mi sembra infatti fin troppo chiaro che le difficoltà avute da Gesù nel suo paese d’origine e tra le persone che lo conoscevano meglio, sono in realtà le stesse che possiamo trovare anche oggi proprio tra di noi, assidui frequentatori della comunità e della parola di Gesù. Grande è il rischio di essere proprio come quelli di casa, che pensando di conoscerlo bene e di saperne abbastanza poi si chiudono in modo invincibile alla novità dell’annuncio evangelico, anche quando fosse accompagnato da segni prodigiosi come quelli ascoltati domenica scorsa. Non ci rimane che fare un passo indietro. Nonostante la indubbia confidenza che abbiamo con Gesù e il suo Vangelo dobbiamo avere il coraggio di rimetterci alla sua ricerca, pronti a rimettere in discussione anche alcune certezze del nostro cammino di fede. Non perché cambi la proposta del Signore, ma perché noi cambiamo e non siamo sempre uguali nella nostra esperienza quotidiana. La parola di Dio ha sempre qualcosa di nuovo perché sempre noi siamo in cambiamento e abbiamo bisogno di un rapporto continuamente rinnovato con Gesù. Troppe volte anche su di lui ci accontentiamo dei si dice o delle voci sentite qua e là. Forse l’estate, con i suoi tempi lunghi e liberi da pressanti impegni, può diventare davvero l’occasione per una nuova ricerca personale e approfondita sulla persona di Gesù e il suo messaggio. Non tanto per sistemare un’altra casella della nostra vita, quanto per lasciarci smuovere dalla sua presenza, capace di cambiare e convertire anche i nostri cuori duri o assopiti. Solo così potremo portare anche oggi al nostro mondo la novità del vangelo, di cui ha ancora tanto bisogno.

Nella foto, don Natale con alcuni fedeli in montagna

© Riproduzione riservata

Share on Facebook