Crema, psichiatria

Il reparto di Psichiatria dell'ospedale di Crema riapre lunedì 18 con quattro letti a disposizione. Se arriveranno altri pazienti saranno dirottati in ospedali diversi. Lo dice il Dg Ida Ramponi.

Crema, email truffa da finte Poste

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Coronavirus, i numeri del 03 luglio

In Lombardia solo 122 guariti; in provincia meno di 300 nuovo positivi; in Italia indice di positività oltre il 27%. Leggi cliccando qui

Cremasco, lavori in corso

Da ieri lavori sulla Paullese e da domani sulla tangenziale, con ripercussioni sul traffico; lavori anche in stazione. Leggi cliccando qui

Crema, la storia (XXVIII puntata)

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Monsignor Gallo racconta la storia della biblioteca Ambrosiana

Crema, 19 maggio 2022

Il Rotary Club Crema ha avuto il piacere di ospitare monsignor Federico Gallo, direttore della biblioteca Ambrosiana, per altro socio onorario del Rotary Club Milano Duomo e socio effettivo del Rotary Club Milano Porta Vercellina. Il relatore, godibilissimo, ha raccontato la storia affascinante della Biblioteca Ambrosiana. “E’ a Roma, non a Milano, che nasce l’idea di istituire un grande centro di cultura e il protagonista di tutto ciò è il Cardinale Federico Borromeo. Nato nel 1564, fa parte della grande famiglia dei Borromeo ed è cugino del più celebre Carlo Borromeo, San Carlo.. Federico Borromeo è molto più giovane di Carlo perché i due genitori diventato padri in età diverse: il padre di Carlo è un genitore giovane, Federico, invece, nasce quando il padre ha già 50 anni. Federico ha, per così dire, il Suo nume tutelare nel cugino Carlo, che è Vescovo a Milano. San Carlo, tuttavia, muore nel 1584, quando Federico ha 20 anni. Egli, comunque, continua gli studi a Pavia, diventa sacerdote e approda a Roma, dove diviene Cardinale. Federico Borromeo a Roma sta benissimo. E’ un uomo mite, ama lo studio, ama collezionare libri, conoscere le lingue antiche, collezionare quadri; immaginiamoci la Roma della fine del ‘500: un ambiente esaltante, l’ambiente delle accademie, l’ambiente dell’esplosione, in senso culturale, della Biblioteca Vaticana, della Vallicelliana di Cesare Baronio, il fondatore della Storia della Chiesa, di San Filippo Neri.

Il Cardinale Federico Borromeo lavora, con altri Cardinali, alla revisione della Vulgata (traduzione della Bibbia a opera, principalmente, di San Girolamo): la nuova versione prende il nome di Vulgata Clementina ed esce nel 1592. È la traduzione che giunge fino a noi, a Papa Pio XI e Papa Pio XII. Nel 1595 il Papa chiede a Federico Borromeo di lasciare Roma e diventare Vescovo di Milano. Federico non è contento di questa proposta, preferirebbe restare a Roma. Interviene, allora, il Suo padre spirituale e confessore, San Filippo Neri, che si rivolge al Cardinale Federico con un elegante richiamo: ‘Vostra Signoria illustrissima dovrebbe ricordare che l’umiltà talvolta dovrebbe cedere il passo all’obbedienza’. Il motto dei Borromeo, infatti, è ‘Humilitas’ (umiltà). San Filippo Neri, insomma, Gli fa notare come sia incoerente parlare di ‘humilitas’ e, poi, quando il Papa chiede, rispondere ‘preferisco restare a Roma’. A Milano vi è il dominio spagnolo e solo nel 1600 Federico Borromeo prende possesso della Sua cattedra: vi resterà fino al 1631, anno della Sua morte, l’anno successivo alla peste descritta da Manzoni ne ‘I Promessi Sposi”. Nel capitolo XXII del Suo romanzo, il Manzoni fa del Cardinale Federico Borromeo uno dei personaggi più interessanti e ne traccia il ritratto con grande maestria; nel cap.XXIII, quello della conversione dell’Innominato, è descritta la storia della nascita della Biblioteca Ambrosiana. il Cardinale Federico, dopo l’esperienza esaltante di Roma, arriva a Milano e decide di creare una grande realtà culturale. Nel giro di pochi anni manda persone fidate ed esperte in tutto il mondo di allora a raccogliere manoscritti, libri stampati, opere d’arte, a coinvolgere persone capaci di lavorare nell’Ambrisiana. L’8 Dicembre 1609 apre la Sua ‘creatura’, la Biblioteca Ambrosiana, alla cittadinanza, una delle prime biblioteche nate per accogliere gratuitamente chiunque volesse entrare. Nel 1603 viene aperta una Biblioteca a Oxford, ma è solo per gli universitari. Nel 1606 vede la luce una Biblioteca a Roma, l’Angelica, anche questa aperta gratuitamente al pubblico. Il Cardinale dispone che ci siano carta, penna e calamaio e un braciere d’inverno, gratuitamente, per tutti e il Suo motto ispiratore è: per la pubblica utilità. Attualmente la Biblioteca offre alla pubblica utilità il patrimonio culturale raccolto fin dai tempi di Federico Borromeo. Com’era strutturata lAmbrosiana nel 1600? Biblioteca, pinacoteca, tipografia (chiamata stamperia), per stampare anche in lingue orientali, in latino, in volgare ovvero l’italiano. Dopo la morte di Federico Borromeo la tipografia cessò. Quanto alla pinacoteca i pezzi più pregiati sono stati raccolti nei primi anni. Oggi abbiamo 36000 manoscritti in tutte le lingue e di tutte le discipline e un milione di stampati, che vengono consultati da tutto il mondo. Ls Biblioteca Ambrosiana non è una Biblioteca cattolica, non è una biblioteca religiosa, non è una biblioteca teologica; ora, con la riforma, è stata definita ente ecclesiastico, ma non si occupa di promozione della fede, piuttosto di promozione della cultura. Abbiamo un papiro del sesto secolo, uno dei pochissimi ancora esistenti al mondo. Dal 7 Novembre 2019 la Biblioteca si è arricchita di una versione digitale non facile da attuare perché occorrono fondi e tecnologie nuove tali, tuttavia, da rendere questa trasformazione digitale valida per almeno trenta o quarant’anni”. La relazione di Mons. Gallo - molto apprezzata dai soci, unitamente alle fotografie proiettate sullo schermo - ha stimolato curiosità, interventi e quesiti, cui Don Federico ha risposto con competenza e simpatia.


Nella foto, monsignor Federico Gallo con il presidente del Rotary Antonio Agazzi


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