Crema, 01 marzo 2018
Dopo il pronunciamento della Ats di Cremona, che ha spiegato come i valori di trielina e cloroformio presenti in due pozzi di Castel Gabbiano non possono essere considerati inquinanti, in quanto non finiscono nell'acqua potabile e i due pozzi sono adibiti uno a vasca per eventuali incendi e l'altro per uso irriguo dei campi e che le due sostanze, una volta esposte all'aria, sono volatili e quindi le concentrazioni finali sono del tutto innocue, ecco però che arriva la notizia che la Provincia di Cremona darà il via alle indagini per capire da dove provengano le sostanze inquinanti, sulla scorrta degli esposti presentati dal M5S, dalla Sinistra e dal Duranti (No gasaran".
Il M5S fa sapere : "Apprendiamo con soddisfazione che la Provincia di Cremona in seguito all'esposto presentato da Federico Balestreri a nome del M5S della Provincia di Cremona il 21 febbraio 2018 alla Procura della Repubblica di Cremona, seguito da quelli di Coti Zelati ed Enrico Duranti, ha finalmente dato corso alle indagini per stabilire l'origine della fonte inquinante dei pozzi dell'alto Cremasco. L'esito dei controlli di Arpa che ha confermato la presenza di Cloroformio e Tetracloroetilene superiori alle CSC (Concentrazioni Soglia di Contaminazione) nel comune di Castel Gabbiano. Per il Tetracloroetilene di ben 3 volte il limite di Legge".
Riassumendo la vicenda in breve: il 20 settembre 2017 La Provincia di Cremona informava i comuni di Casale Cremasco, Camisano e Castelgabbiano, Ats Bergamo, Ats Val Padana, gli uffici competenti della Regione, la provincia di Bergamo e il comune di Isso che l’1 agosto 2017 era stata informata da Arpa «in merito ad una situazione di inquinamento della matrice acque sotterranee» che interessa la ditta Flamma ubicata in territorio di Isso. Veniva precisato che il rilevamento di Arpa era del 26 giugno 2017. Seguiva elenco delle sostanze inquinanti che avevano superato i limiti di legge. Nella lettera si sottolineava che il 4 settembre «Arpa ha trasmesso una nota tecnica corredata da certificati analitici nella quale l’agenzia sottolinea l’elevata criticità ambientale in relazione allo stato qualitativo della matrice acque sotterranee nel sito in oggetto, evidenziando nuovamente la necessità di avviare con tempestività le Misure di Sicurezza, al fine di contenere la contaminazione verificata».Sempre nella lettera la Provincia di Cremona invitava ad estendere le indagini ai territori limitrofi di Casale Cremasco Vidolasco, Camisano e Castelgabbiano in quanto nel territorio di questi comuni si trovano ubicati diversi pozzi vicini al sito in questione. Il 9 FEBBRAIO La Flamma inviava gli esiti del campionamento da lei effettuato dai quali si evinceva la presenza di triclorometano e tetraclorotetilene in un pozzo di Castelgabbiano".
La Flamma scriveva: "Si fa presente che l’azienda, non utilizza in nessun ciclo produttivo né tricloroetano né tricloroetilene né tetracloroetilene". L'inquinamento era stato segnalato da Flamma a tutti gli enti preposti già dal 2014.
C'è anche altro da aggiungere. Per esempio che lo stesso Duranti afferma, esami alla mano, che l'acqua di Sergnano appare inquinata da fattori fuori legge sin dal 2011, ma che non si è mai fatto nulla, in quanto gli organi preposti misconoscono le analisi in possesso di Duranti