Due autrici parlano dei loro libri

Crema, 07 novembre 2018

Domani alle ore 21, continua la rassegna di incontri con autori del territorio con un doppio appuntamento per i giovedì della biblioteca che vedrà la presenza di due scrittrici: l’albanese Irma Kurti con il suo romanzo “Le pantofole della solitudine” (BESA Editrice) e la bergamasca Aurora Cantini che presenta la raccolta di poesie “Una tra i mille, Anita” (Siele Edizioni). Delicata e vibrante allo stesso tempo, "Le pantofole della solitudine" è una raccolta di poesie che narra dell'animo umano, di legami impossibili da spezzare, di sentimenti e ricordi che danno forma e senso alle nostre vite. La prima parte del libro, intitolata "Il passato è un fantasma", raccoglie una serie di componimenti giocati sul pi rouge della nostalgia, fra il dolore per il distacco dal paese d'origine e il desiderio di rifugiarsi in un luogo lontano dal caos della quotidianità. La seconda parte, invece, intitolata "In debito con l'amore", è un viaggio nelle molteplici sfumature del sentimento che più di tutti sconvolge, in bilico fra gioia e tristezza, fra la magia di un istante e lacrime che il tempo non sa asciugare.

Il libro Una tra i Mille, Anita, parla di Anita Garibaldi. D la fuga da Roma nel luglio del 1849, Giuseppe Garibaldi lascia per qualche ora la moglie Anita, esausta per la gravidanza e febbricitante, in una delle tante cantoniere che a quel tempo potevano offrire alloggio ai viandanti lungo la via Romea adriatica. Nell'attesa del marito, ecco dipanarsi una storia di coraggio e amicizia con Adalgisa, la vecchia sguattera emigrata ragazzina malata di tisi dalle montagne bergamasche della Valle Seriana, a cui Anita raccontala sua epopea dalla terra di Brasile, con le sue rivoluzioni e la sua povertà. La sensibile e attenta sollecitudine mostrata da Adalgisa commuovono talmente la giovane moglie di Garibaldi da chiedere a sua volta che le racconti la propria storia di bambina in filanda. Si intrecciano così i loro destini in una sofferta e commovente condivisione di speranza e dignità, insieme al piccolo trovatello Mariano, quasi coetaneo di Menotti, figlio di Anita. Nel romanzo vi è tutto un vivere per un sogno, un ideale di società migliore, un’attesa che ci sia luce in fondo all’arco cupo della Vita. Non possiamo passare su questa Terra solo come foglie portate dal vento, dobbiamo lasciare un’impronta, dobbiamo crearci un Destino. Dobbiamo lasciare qualcosa di noi.

Nelle foto, Irma Kurti e Aurora Cantini

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