Chiede il mutuo con documenti falsi, ma viene assolto

Crema, 18 luglio 2018

Assolto per mancanza di prova. Non di prove, ma della prova che avrebbe dovuto inchiodare alle sue responsabilità un romeno di trent’anni accusato di aver truffato una banca per 119mila euro. La vicenda, lunga otto anni, è arrivata all’insolita e singolare conclusione la scorsa settimana. Il giudice Maria Stella Leone, al termine del dibattimento, ha dovuto assolvere l’imputato perché la pubblica accusa non è stata in grado di presentare la prova regina: una busta paga. E lo straniero, difeso dall’avvocato Michele Barrilà, se ne è andato via pulito.

La vicenda risale al 2010. Uno straniero si presenta alla filiale cremasca della Banca di Brescia per chiedere un mutuo. Vuole acquistare una casa a Borgo S. Giacomo (Bs) che ha valore di 119mila euro. La banca domanda al richiedente garanzie che lo straniero soddisfa. Tra queste, la presentazione di una busta paga. L’uomo dichiara di essere assunto presso un’impresa edile con regolare contratto a tempo indeterminato che gli garantisce un’entrata di 2000 euro circa ogni mese. Nulla osta da parte della filiale e l’uomo acquista la casa. Ma sin da subito cominciano i guai per la banca, perché lo straniero non paga le rate del mutuo. Della cosa viene investita la Guardia di Finanza che scopre che l’uomo non ha mai lavorato presso l’azienda edile e come tale la busta paga non poteva che essere fasulla. La questione però non si risolve, perché la banca, per rifarsi del mutuo erogato, requisisce l’appartamento, anche se lo straniero resta ad abitare in quella casa fino allo scorso anno, senza pagare affitto né mutuo. Di più: quando finalmente la banca entra in possesso della casa, scopre che non vale 119mila euro, ma molto di meno. Quindi, si arriva al giorno del giudizio, con il pubblico ministero che chiede alla giudice una condanna per il reato di truffa aggravata a 18 mesi di detenzione. Ma quando si giunge alla sentenza, la giudice non può far altro che assolvere l’imputato, perché nel dossier presentato manca la prova regina, cioè la busta paga falsa. Senza questo, non è possibile alcuna condanna.

Dove sarà finita la busta paga? Il fascicolo di questo procedimento è stato estrapolato da un’inchiesta ben più ampia che parla di associazione a delinquere per truffare le banche. L’ipotesi è che una banda di stranieri fabbricasse i requisiti falsi per chiedere e ottenere mutui per acquistare case e poi sparire. Nelle varie ipotesi d’accusa c’era anche la possibilità che le abitazioni venissero vendute a ignari compratori. Il filone principale appartiene ad altro tribunale e lo stralcio che ha riguardato questo straniero, grazie alla mancanza della prova regina, cioè la busta paga messa sotto i riflettori, ha permesso all’imputato di farla franca.

Nella foto, l'avvocato Michele Barrilà

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